Dichiarazione IVA 2026: guida alla scadenza del 30 aprile - CAF Roma

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Dichiarazione IVA 2026: guida alla scadenza del 30 aprile

Ultimo aggiornamento: 14 aprile 2026

⚠ Scadenza: 30 aprile 2026 — Presentazione della dichiarazione annuale IVA
(Fonte: art. 8 del D.P.R. n. 322/1998; Provvedimento Agenzia delle Entrate n. 51732 del 15/01/2026)

Il 30 aprile 2026 è l'ultimo giorno utile per trasmettere la dichiarazione annuale IVA relativa all'anno d'imposta 2025. Si tratta di un adempimento obbligatorio per tutti i titolari di partita IVA che esercitano attività d'impresa, arti o professioni, salvo specifici casi di esonero. In questa guida spieghiamo chi deve presentarla, quali sono le novità del modello IVA 2026 e cosa succede in caso di mancato invio.

La scadenza in breve

Cosa Presentazione della dichiarazione annuale IVA (modello IVA/2026 o IVA BASE/2026) relativa all'anno d'imposta 2025
Chi Tutti i titolari di partita IVA che esercitano attività d'impresa, arti o professioni (salvo i soggetti esonerati)
Quando Dal 1 febbraio al 30 aprile 2026 (Provvedimento AdE n. 51732/2026)
Come Esclusivamente per via telematica, direttamente o tramite intermediario abilitato (commercialista, CAF impresa)

Cos'è la dichiarazione annuale IVA

La dichiarazione annuale IVA è il documento con il quale il contribuente comunica all'Agenzia delle Entrate il riepilogo di tutte le operazioni rilevanti ai fini dell'imposta sul valore aggiunto effettuate nel corso dell'anno precedente. In concreto, il modello raccoglie:

  • l'ammontare delle operazioni attive (vendite e prestazioni di servizi) e la relativa IVA a debito;
  • l'ammontare delle operazioni passive (acquisti e costi) e la relativa IVA a credito;
  • il risultato delle liquidazioni periodiche (mensili o trimestrali) già effettuate;
  • l'eventuale credito o debito IVA risultante a fine anno.

Il modello IVA/2026, approvato con il Provvedimento dell'Agenzia delle Entrate n. 51732 del 15 gennaio 2026, si riferisce all'anno d'imposta 2025 e può essere presentato nella versione completa oppure nella versione semplificata denominata IVA BASE/2026, utilizzabile entro i limiti e le condizioni indicate nelle relative istruzioni.

Chi deve presentare la dichiarazione IVA

Sono obbligati alla presentazione tutti i titolari di partita IVA che esercitano:

  • attività d'impresa;
  • attività artistiche o professionali;

e che nel corso dell'anno 2025 hanno effettuato operazioni rilevanti ai fini IVA.

Soggetti esonerati

Non sono tenuti alla presentazione della dichiarazione annuale IVA i seguenti soggetti:

  • i contribuenti che adottano il regime forfettario (art. 1, commi 54-89, L. n. 190/2014), i quali non applicano l'IVA sulle operazioni effettuate e non esercitano il diritto alla detrazione;
  • i contribuenti che applicano il regime fiscale di vantaggio per l'imprenditoria giovanile (c.d. "ex minimi");
  • i contribuenti che nel 2025 hanno registrato esclusivamente operazioni esenti ai sensi dell'art. 10 del D.P.R. n. 633/1972 e che si sono avvalsi della dispensa dagli obblighi di fatturazione e registrazione ai sensi dell'art. 36-bis;
  • i produttori agricoli esonerati ai sensi dell'art. 34, comma 6, del D.P.R. n. 633/1972 (volume d'affari non superiore a 7.000 euro, composto per almeno due terzi da cessioni di prodotti agricoli);
  • gli enti non commerciali che non hanno esercitato attività commerciale nell'anno di riferimento.

⚠ Attenzione: l'esonero non opera se il contribuente ha effettuato anche operazioni imponibili, ha registrato operazioni intracomunitarie oppure ha dovuto eseguire rettifiche della detrazione per acquisti di beni ammortizzabili.

Novità del modello IVA 2026

Il modello IVA/2026 non presenta modifiche sostanziali nella struttura complessiva rispetto alla versione precedente: restano invariati l'impianto generale e il numero dei quadri. Le novità introdotte recepiscono interventi normativi e interpretativi intervenuti nel corso del 2024 e del 2025 e riguardano in particolare i seguenti quadri:

  • Quadro VA: è stato inserito il nuovo rigo VA15 (casella) riservato alle società non operative ai sensi dell'art. 30 della L. n. 724/1994;
  • Quadro VE: nel rigo VE38 (sezione 4) sono stati aggiunti i campi 2 e 3 per indicare imponibile e imposta relativi a prestazioni di servizi rese a imprese di trasporto, movimentazione merci e logistica;
  • Quadro VJ: è stata creata una sezione specifica con il rigo VJ30, per esporre imponibile e imposta relativi all'acquisto di servizi assoggettati al regime opzionale, a fini meramente espositivi.

(Fonte: Provvedimento AdE n. 51732 del 15/01/2026 e relative istruzioni di compilazione)

Versamento dell'IVA a debito

Se dalla dichiarazione annuale emerge un'IVA a debito, il versamento doveva essere effettuato entro il 16 marzo 2026, nel caso in cui l'importo superasse 10,33 euro. Chi non avesse provveduto entro tale data, può regolarizzare la propria posizione tramite il ravvedimento operoso, con applicazione di sanzioni ridotte e interessi.

È possibile anche rateizzare l'importo dovuto, con rate mensili di pari importo maggiorate degli interessi nella misura dello 0,33% mensile.

Credito IVA: opzioni disponibili

Se dalla dichiarazione annuale risulta invece un credito IVA, il contribuente ha tre possibilità a disposizione:

  • Riportare il credito all'anno successivo: il credito si utilizza nelle liquidazioni IVA 2026. È l'opzione più comune per importi contenuti.
  • Chiedere il rimborso: ammesso se il credito supera 2.582,28 euro e in presenza di almeno una delle condizioni previste dall'art. 30 del D.P.R. n. 633/1972 (ad esempio: aliquota media sugli acquisti superiore a quella sulle vendite, oppure operazioni non imponibili superiori al 25% del totale, oppure cessazione di attività).
  • Compensare con altri debiti fiscali o previdenziali: tramite il modello F24. Per importi superiori a 5.000 euro è necessario il visto di conformità da parte di un CAF o di un professionista abilitato.

⚠ Nota per importi elevati: per i crediti IVA superiori a 50.000 euro, la compensazione è soggetta a ulteriori adempimenti e controlli preventivi da parte dell'Agenzia delle Entrate.

Cosa succede se non si rispetta la scadenza

Il mancato invio della dichiarazione IVA entro il 30 aprile 2026 comporta conseguenze diverse a seconda del ritardo:

Dichiarazione tardiva (entro 90 giorni)

Se la dichiarazione viene presentata entro il 29 luglio 2026 (90 giorni dalla scadenza ordinaria), essa è considerata valida a tutti gli effetti, ai sensi degli artt. 2 e 8 del D.P.R. n. 322/1998. Si applica tuttavia una sanzione di 250 euro per il ritardo (art. 5, comma 1, del D.Lgs. n. 471/1997), riducibile a 25 euro tramite il ravvedimento operoso (1/10 della sanzione minima), da versare con il modello F24 utilizzando il codice tributo 8911.

Se vi sono anche imposte non versate, alla sanzione per il ritardo si aggiungono le sanzioni per omesso versamento, anch'esse riducibili tramite ravvedimento.

Dichiarazione omessa (oltre 90 giorni)

Superati i 90 giorni, la dichiarazione è considerata omessa. In questo caso, ai sensi dell'art. 5, comma 1, del D.Lgs. n. 471/1997, come modificato dal D.Lgs. n. 87/2024 (riforma delle sanzioni tributarie, in vigore dal 1 settembre 2024), si applica una sanzione:

  • del 120% dell'IVA dovuta, con un minimo di 250 euro;
  • da 250 a 1.000 euro se l'IVA non risulta dovuta.

⚠ Nota: il D.Lgs. n. 87/2024 ha eliminato la precedente forbice dal 120% al 240%, fissando la sanzione in misura unica al 120%. Non è possibile avvalersi del ravvedimento operoso nelle forme tradizionali oltre il termine dei 90 giorni. Tuttavia, se la dichiarazione omessa viene presentata entro i termini di decadenza dell'accertamento e prima che il contribuente abbia avuto formale conoscenza di accessi, ispezioni o verifiche, si applica una sanzione ridotta pari al 75% dell'imposta dovuta (ovvero da 150 a 1.000 euro se l'imposta non è dovuta).

Come presentare la dichiarazione IVA

La dichiarazione IVA 2026 può essere trasmessa esclusivamente per via telematica. Le modalità sono due:

  1. Direttamente dal contribuente, tramite l'area riservata del sito dell'Agenzia delle Entrate, accessibile con SPID, CIE o CNS;
  2. Tramite un intermediario abilitato (commercialista, consulente del lavoro, CAF impresa, associazione di categoria), che si occupa della compilazione e dell'invio per conto del contribuente.

Affidarsi a un intermediario qualificato è particolarmente consigliabile per evitare errori nella compilazione dei quadri e per verificare la corretta esposizione di tutte le operazioni effettuate.

Documenti da portare al CAF

  • Registri IVA acquisti e vendite dell'anno 2025
  • Fatture emesse e ricevute nel 2025
  • Registro dei corrispettivi (se applicabile)
  • Riepilogo delle liquidazioni periodiche IVA (LIPE) dell'anno 2025
  • Modello F24 con i versamenti IVA effettuati nel 2025 e a marzo 2026
  • Dichiarazione IVA dell'anno precedente (modello IVA/2025)
  • Documentazione relativa a operazioni intracomunitarie (se applicabile)
  • Tessera di iscrizione al Centro Pratiche Flaiano (30 euro/anno o 20 euro/semestre per nucleo familiare)

Come il Centro Pratiche Flaiano può aiutarLa

Presso il nostro Centro, i nostri operatori si occupano della compilazione, verifica e trasmissione telematica della dichiarazione annuale IVA. Controlliamo la coerenza dei dati con le fatture elettroniche presenti nel cassetto fiscale, verifichiamo la corretta applicazione delle aliquote e ci assicuriamo che ogni quadro sia compilato in conformità alle istruzioni dell'Agenzia delle Entrate. In questo modo, Lei non rischia di commettere errori o di incorrere in sanzioni per invio tardivo.

Prenoti un appuntamento prima della scadenza del 30 aprile:
Tel: 0697845429  |  WhatsApp: 3716230690

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I nostri operatori CAF UNSIC sono a Sua disposizione a Roma, zona Vigne Nuove.

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Via Filoteo Alberini 25 int 10, 00139 Roma | Lun-Gio 9:30-13:00 / 15:30-18:00 | Ven 9:30-14:00

Domande frequenti

Posso presentare la dichiarazione IVA insieme al modello 730?

No. La dichiarazione IVA è un adempimento distinto, riservato ai titolari di partita IVA. Il modello 730 riguarda i redditi delle persone fisiche dipendenti o pensionate. Chi ha la partita IVA presenta il modello Redditi PF (o SP, SC a seconda della forma giuridica) oltre alla dichiarazione IVA.


Sono un contribuente forfettario. Devo presentare la dichiarazione IVA?

No. I contribuenti che adottano il regime forfettario sono esonerati dalla dichiarazione annuale IVA, dalle liquidazioni periodiche e dai relativi versamenti IVA.


Ho chiuso la partita IVA nel 2025. Devo comunque presentare la dichiarazione?

Sì. Se nel corso del 2025 sono state effettuate operazioni rilevanti ai fini IVA prima della chiusura, la dichiarazione annuale deve essere presentata.


Ho un credito IVA: posso compensarlo con l'IRPEF?

Sì, il credito IVA può essere compensato con debiti di natura diversa — incluso l'IRPEF — tramite il modello F24. Per importi superiori a 5.000 euro è necessario il visto di conformità da parte di un CAF o professionista abilitato. Il Centro Pratiche Flaiano può rilasciarlo.


Le informazioni contenute in questo articolo hanno carattere puramente informativo e non costituiscono consulenza fiscale, legale o previdenziale professionale. Le normative, gli importi e le scadenze citati sono soggetti a modifiche da parte del legislatore; si invita a verificare sempre l'attualità delle informazioni presso le fonti ufficiali (agenziaentrate.gov.it, inps.it, gazzettaufficiale.it). Per una valutazione personalizzata della propria situazione, si consiglia di prenotare un appuntamento presso il nostro Centro.

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